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VIOLAZIONE DEL PATTO DI NON CONCORRENZA

Le imprese sempre più spesso impongono al proprio personale patti di non concorrenza nei quali viene limitato lo svolgimento dell’attività professionale per un periodo di tempo successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro (norma di riferimento art. 2125 del Codice Civile).

Il patto di non concorrenza, per essere valido deve avere i seguenti requisiti fondamentali: deve essere redatto in forma scritta e controfirmato per accettazione dal lavoratore, deve essere specificatamente delimitato l’oggetto dell’attività vietata e deve essere applicato per un periodo di tempo limitato (cinque anni per dirigenti e tre anni per altri casi) ed infine deve essere congruamente retribuito (non esiste un criterio univoco di valutazione ma indicativamente deve essere intorno al 10/15% della retribuzione).

In assenza di un patto di non concorrenza il lavoratore che lascia l’azienda per passare alla concorrenza ha il solo limite di non porre in essere atti di concorrenza sleale diffondendo notizie o informazioni anche negative dell’ex datore di lavoro.

Il nostro intervento, sviluppabile sull’intero territorio nazionale, con il supporto di tutti gli strumenti investigativi necessari e legalmente autorizzati che si renderanno necessari, mira a fornire alla Committenza un report investigativo che contenga le informazioni indispensabili a dimostrare la violazione del patto di non concorrenza subita. Tale documentazione sarà eventualmente supportata dalla testimonianza in sede giudiziaria del titolare di licenza ovvero del nostro personale investigativo che ha compiuto l’indagine.

CASE HISTORY

Una multinazionale operante nel settore beverage ha affidato alla nostra organizzazione una serie di attività investigative mirate alla verifica del rispetto dei patti di non concorrenza applicati ad alcuni loro agenti fuoriusciti dall’azienda.

L’attività, che abbiamo effettuato in area Lazio, Lombardia e Campania, è stata sviluppata in due fasi.

Nella prima sono stati condotte una serie di attività investigative/informative mirate alla verifica di eventuali cointeressenze, anche societarie, dei soggetti d’attenzione per accertare possibili attività svolte, a vario titolo, per conto di aziende concorrenti della nostra Cliente.

Le attività sono state condotte sia in forma riservata, ovvero attraverso una strutturata attività informativa locale, che attraverso la consultazione di banche dati e fonti aperte.

Da questa fase, in un caso, è emerso che uno dei soggetti di cui all’attività svolta, aveva di recente aperto una propria azienda operante nello stesso settore della commercializzazione di prodotti beverage in palese violazione del patto di non concorrenza stipulato.

La seconda fase che abbiamo sviluppato ha riguardato l’attività di osservazione e pedinamento dei soggetti durante la giornata lavorativa.

In particolare, anche con l’ausilio di strumenti tecnologici, legalmente previsti, per il pedinamento elettronico (GPS), i nostri operatori hanno potuto monitorare, per un periodo di tempo prolungato, l’attività svolta dagli agenti che in molti casi ha consentito di accertare l’effettiva violazione del patto di non concorrenza.

L’attestazione di tale attività è avvenuta attraverso la consegna alla Committenza di un report investigativo completo consegnato al termine del servizio nel quale sono state inserite, oltre alla cronistoria degli eventi, una relazione fotografica e la copia degli scontrini fiscali dei vari esercizi commerciali visitati dai soggetti per la commercializzazione di prodotti della concorrenza, per consentire alla nostra Cliente la presenza delle aziende all’interno della propria anagrafica Clienti.

In sede giudiziaria sono stati chiamati a testimoniare i nostri operatori, nonché il Titolare di licenza del nostro gruppo, che hanno potuto confermare la veridicità delle informazioni contenute nel report.

Il procedimento legale si è concluso con la condanna degli agenti anche al risarcimento del danno alla società nostra Cliente.

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